24h : finale ligure

E’ da circa un anno che ho scoperto il mondo delle ruote grasse ma ho questa cosa che mi batte in testa… Tuc tuc tuc… Tuc tuc tuc… e nell’insieme risuona più o meno così: Immaginate di sentire la brezza accarezzare le spiagge, la costa, voi. Tensione è un brivido, un brivido unito in un gruppo di amici per 24 ore; uniti per provare un esperienza nuova, diversa. Al via si inforca la propria biga e ci si lancia in un percorso da ripetere più volte, i muscoli tesi per non rimanere troppo indietro: Il Percorso della 24H di Finale Ligure, rappresenta la sintesi perfetta dei bellissimi sentieri Finalesi: Scenari mozzafiato, Single Trails sinuosi nella macchia mediterranea più selvaggia e tratti tecnici alternati a divertentissimi Toboga. (tratto da 24Hfinale.com) 8.2 Km di percorso in cui tu e i tuoi compagni vi avvicendate in cambi fino al calare della notte e oltre. Intanto, poco distante il mare rinfresca i bagnanti di giorno e culla le barche durante la notte. Immaginate anche il rumore della pineta… 19-22 maggio 2011 … sta arrivando, ci sarai?? Non importa se sei un solo o un team! Cavolo mi piacerebbe proprio partecipare; quest’anno la vedo durissima ma stamattina quando ho ricevuto una twittata da 24HFinale con questo messaggio @24hFinale: – 1300 RIDER HANNO GIA’ SCELTO LA 24 ORE DI FINALE LIGURE – Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti… http://fb.me/TAgkyRx1 Ok, ora avete immaginato abbastanza:...

Pronti? Xc, si parte da Maggiora

Guardavo giusto in questi giorni i calendari della stagione cross country, ormai ci siamo, ancora qualche giorno e si aprirà la stagione proprio nella nostra zona. Domenica 6 marzo non potete mancare, noi di Wildpigs penso faremo una capitina per scattare qualche bella foto e sostenere due nostri amici: Marco Castelletta e Luca Tarricone ! Forza ragazzi. Marco Castelletta Luca Tarricone Sono curioso di scoprire il tracciato, chissà se è simile a quello che a volte facciamo insieme a Marco nelle nostre scorribande?? Che fate, vi...

Glacier Bike Downhill 2011

Piccolo post per consigliare a tutti gli amanti del Downhill di tenere d’occhio questa gara, e se ne avrete voglia di andare a seguirla a Saas Fee (26 marzo 2011)! Glacier Bike...

Materiali e tecnologia nello sport: una riflessione sulla sicurezza

E’ una domanda che mi pongo spesso e che ieri a sciare ho valutato molto. Nello sci, ma anche nella mtb e in tutti gli altri sport, sicuramente dei buoni materiali aiutano, ma quanto? Rispetto a qualche anno fa sulle piste si vedono molte meno persone che non sanno sciare bene, ora han tutti un livello di abe superiore, e questo perchè i materiali e la tecnologia han permetsso di sviluppare sci molto più maneggevoli e stabili. Stesso discorso per le bici: oltre a i pesi sempre più ridotti, ora i materiali permettono di fare bici sempre più resistenti e veloci, permettendo un pò a tutti di ottenere prestazioni migliori sia in salita che discesa. Ma tutta questa tecnologia e questi nuovi materiali aumentano davvero la sicurezza? Se da una parte questo ragionamento da come risposta si, da un’altra parte secondo me la risposta è no: molte più persone iniziano a praticare uno sport sentendosi sicure molto presto e senza una vera e propria tecnica acquisita. In più molto più spesso, proprio per questa sicurezza provata, molte persone puntano a prestazioni più “estreme”. Questa cosa secondo me se da una parte invoglia molte più persone a fare sport, dall’altra mette su sentieri e piste da sci un sacco di persone impreparate che possono esporsi a pericoli gestibili con un pò di pratica e conoscenza maggiore, oltre che risultare pericolose per gli altri. A voi il...

Quando la bici è essenzialità.

Amo le cose semplici e le bici essenziali, la vità è già troppo complicata per incasinarsela ulteriormente nel poco tempo libero a disposizione. La fissa è così: nulla che non sia strettamente necessario. (fonte: bicifissa.blogspot.com) La prendiamo un po’ alla larga per parlare della bici a scatto fisso (fixie in gergo) che, da oggetto d’uso dei primi bike messengers newyorkesi da qualche anno sono diventate un must di una certa cultura “underground”, fino ad avere negli ultimi anni un grande influsso modaiolo. Il vantaggio di queste bici è semplice: una bici con con pochi fronzoli ha senza dubbio pochi pezzi che si rompono, da regolare, controllare o sostituire, è la bici nella sua essenzialità massima. Sono così chiamate perchè sono prive di ruota libera, quindi non si può mai smettere di pedalare fino a quando la ruota posteriore è in movimento, simpatico no? Esteticamente splendide, semplici ed essenziali sono senza dubbio la fenomenologia del momento, tant’è che molte aziende produttrici hanno inserito nel loro catalogo  questi gioielli nati per una nicchia di mercato, il ciclismo su pista per l’appunto.   Hanno una linea essenziale, anni Ottanta o vintage, come si dice ora. Senza orpelli tecnologici. Inutili secondo alcuni ma a mio giudizio estremanente STILOSE. Salire in sella ad una bici senza nessuna forcella da regolare, senza nessun rapporto da inserire o reggisella telescopico da alzare o abbassare, semplicemente pedalare senza sentire null’altro che il rumore del vento, magari all’alba (come ci insegna il nostro amico teo) per andare a prendere il pane o per tornare dal lavoro credo che sia il modo migliore per sentirsi bene! E se tutto questo...