Sempre più singlespeed!

Sempre più singlespeed!

Si perché dopo parecchio tempo, sono riuscito a tornare in sella, e dalle previsioni negative di zeru uscite, ne ho inanellate ben due in due giorni! Da pazzi! Cari amici cinghiali eccomi a raccontare nuovamente di esperienze personali in bicicletta come un perfetto biker iscritto ai bikers anonimi col problema della troppa voglia di bikeggiare. Nel mezzo del cammin di un pomeriggio primaverile, mi ritrovai ad aver tempo di pedalare ed organizzai alla svelta un’uscitina sulle colline di Gattinara, tanto per passare due orette in compagnia del Baroni sui pedali. Non vedo l’ora di tornare in sella alla mia singlespeed. Non ho bene in mente cosa mi possa attendere: tanto tempo da quando non pedalo, ma confido nell’allenamento del buon Mario, istruttore di spinning che fa lezione a me ed altri cinghiali il giovedì sera. Ragazzi, il commento sul ss è sempre lo stesso, anzi si rafforza: che figata veramente! Le salite nelle colline dei vigneti non mancano, sono corte ma toste. E con il ss se non voglio fermarmi dopo un metro, impiantato con un rapporto che sembra (anzi sarebbe) durissimo da spingere, non mi resta che alzarmi sui pedali e spingere più della salita, per aggredirla e non per sopravviverla. E infatti si viaggia bene, se riesco a mantenere il ritmo è una goduria, le gambe vanno e il compagno di uscita rimane presto indietro con il suo rampichino. E’ chiaro che quando la strada spiana, mi prendo un attimo per rifiatare, ma non appena ricomincia a salire, giù l’acceleratore sui pedali e si sale. Asfalto, strada bianca o sterrato non fa differenza: se hai la gamba,...
Road to Salcazzo

Road to Salcazzo

Ci sono quei giorni in bici in cui pianifichi l’uscita organizzando tutto alla perfezione: meta, tempi di percorrenza, numero di partecipanti, condizioni meteo, ecc. Poi ci sono le uscite coi Wildpigs, comunicate alle 18:20 del giorno precedente col messaggio: “Ciao! 840 da me domani! Ci sei? Destinazione! SALCAZZO!!!” …Io li amo… Ci si ritrova e siamo io (Pol), Teo, Alby, Fabio e Claudio, che incontro per la prima volta. “Dove si va? -Dobbiamo fare gamba per la Sellaronda -Voglio essere a casa per mezzogiorno -Facciamo classicone e dintorni?” Poi Claudio parte in quarta “No, facciamo il giro che faccio di solito io, andiamo al Sass del Pizz, se non ci fermiamo alle 12 siamo indietro” Va bene, tanto eravamo tutti lì per pedalare 😉 Si parte e dopo una mezzoretta ci si chiede se prima o poi faremo anche dello sterrato… che finalmente arriva e si inizia a salire. Qualcuno un po’ più in forma, qualcuno meno (io sono meno),   si sale con calma da bravi cinghiali, nel frattempo Teo armeggia con la GoPro nuova (che stavolta riesce a far funzionare, tranne in discesa per qualche oscura ragione), si chiacchiera (e io distratto mi prendo un ramo in faccia con relativo cristone) finchè non giungiamo al sentiero più bello di tutto il nostro giro. Su questo sentiero, che ribattezzeremo il “3000 siepi” partiamo subito imbattendoci nel più grosso albero caduto su un sentiero che abbia mai visto. Da solo era mezzo bosco. Sul sentiero. Di traverso. Rapido brainstorming, si scarta l’idea di tornare indietro, si valuta l’ipotesi di aggirarlo salendo sulla sponda (“eh. e poi da dove cazzo scendi??”) e...
[INTERVISTA] Quattro chiacchiere con AEKO

[INTERVISTA] Quattro chiacchiere con AEKO

Buongiorno cinghiali! Ammetto l’ignoranza: conoscevo alcuni prodotti importati da colui di cui sto per parlarvi, ma non conoscevo il marchio. Ma ora conosco lui e voglio farlo conoscere anche a voi 🙂 Lui Chi? Paolo! Un simpatico telaista/artista/produttore/distributore che mi ha subito colpito: contattato via mail, mi da il suo numero di cellulare, iniziamo a parlare e trovo in lui una persona squisita trascinata dalla sua passione.7 Ora, come mio solito, da vero cinghiale lo contatto, poi faccio passare lustri per la vera e propria intervista… Ringrazio quindi Paolo per la sua pazienza e vi lascio alla nostra chiacchierata: Partiamo chiedendoti chi è Paolo. Sono nato a Milano nel 1959 e dopo gli studi ho cominciato a lavorare nel settore metalmeccanico per poi andare a lavorare in proprio. Dal 2011 ho intrapreso l’avventura della bicicletta, “pedalare un sogno”, il mio, da condividere con gli altri. In fondo il mondo della bicicletta non mi era estraneo: mio papà correva negli anni ’50 al Vigorelli di Milano e mio zio Giuseppe era artigiano telaista e ciclista di Zeme, paese che definirei un atollo fra le risaie. La vita lavorativa di mio zio è sempre stata dedicata alla bicicletta dalla costruzione dei telai alla riparazione con le toppe di forature e anche degli stivali dei contadini, non ha mai sottovalutato alcun aspetto costruttivo impegnandosi a costruire sia biciclette da corsa sia da passeggio. Dopo la sua morte ho ereditato la sua attrezzatura per la costruzione dei telai. Attrezzi unici che si è costruito da se. Come si costruisce il telaio e come si monta la bicicletta con tutte le sue componenti, però,...
Gavin Stanton… a 5 anni non facevo cose così :-)

Gavin Stanton… a 5 anni non facevo cose così :-)

E’ piccolo, veloce e agile. Dal bike park indoor di Portaland a Whistler il piccolo Gavin se la ride e in qualche modo ci beffeggia. A 5 anni facevate queste cose?? ‘No… ai miei tempi c’era … yada, yada… sai perché… yada… impossibile… yada. Se no l’avrei fatto anche io’. Si certo....