La mia letterina a Babbo Natale

La mia letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, è periodo di letterine e so che sarai molto impegnato, ma stai tranquillo, non ti ruberò molto tempo! Siccome quest’anno sono stato bravo vorrei chiederti delle cose, ma continua a stare sereno, sono cose semplici! Mi considero tutto sommato fortunato, quindi non ci sono troppe cose che desidero, ma si deve aspirare sempre al meglio, quindi vorrei chiederti queste cose per il 2017: Regalami qualche pedalata col mio bimbo Giacomo nei boschi, una cosa tranquilla che lui è piccolo per l’AM ma so che ha tanta voglia di provare a pedalare sullo sterrato con me. Aiutami a insegnare alla mia piccola Gaia ad andare con la prebike come ha imparato prima di lei il fratello in maniera che possa scendere dal seggiolino, che lei ha voglia di provarci, si vede… Regalami occasioni per pedalare con mia moglie, come facevamo anni fa, momenti dove abbiamo imparato a conoscerci, a supportarci e a sopportarci. Regalami e regala ai miei amici cinghiali del tempo per le nostre uscite assieme. Non sembrerà, ma anche noi stiamo crescendo e tra famiglie, lavoro, impegni a volte le occasioni scarseggiano, ma noi siamo una famigliona allargata, e queste pedalate sono la catarsi che ci vuole. Come ti dicevo prima stiamo crescendo, ma tu regalaci sempre l’allegria, la voglia di scherzare e di prenderci poco sul serio che da sempre ci contraddistingue; tienici lontano dalla voglia di strafare, e continua a farci restare belli belli in modo assoluto, perchè questo ovviamente noi cinghiali siamo 🙂 Come vedi Babbo Natale non ti sto chiedendo grandi cose, ma piccoli momenti che sicuramente renderanno il mio anno bellissimo,...
Non giudicare la mia prestazione

Non giudicare la mia prestazione

Che tu sia il primo, che tu sia nel mezzo o che tu sia l’ultimo, non giudicare la mia prestazione. O per lo meno, pensa a quello che sto per scrivere la prossima volta che sarai in gara. A tutti noi è capitato di competere con amici o contro altri, e spesso abbiamo scherzato su prestazioni “scadenti”(o al contrario vincenti) di conosciuti o sconosciuti, ma hai pensato che gli altri non sono te? Personalmente amo lo sport e gareggio in varie discipline, con prestazioni mediocri, a volte scarse, ma ogni volta che termino una gara son felice, a volte commosso. E sai perché? Perché ormai da qualche anno sono costretto a rinforzare, perché ho problemi ad entrambe le spalle (che prima o poi dovrò operare) e qualche “acciacco”ad alcune vertebre, problemi per i quali più di una volta mi son sentito dire da medici professionisti che alcune cose (che amo) non posso più farle, avrò difficoltà a farle, o comunque dovrei limitare. Ma ho una testa di legno e ho continuato ad allenarmi, a rinforzare, e adesso mi godo ogni chilometro percorso, ogni metro corso, ogni vasca nuotata. E quando arrivo al traguardo, molto dopo di te, io sono felice. Perché sono lì, perché c’è l’ho fatta, perché il male che proverò domani alla schiena sarà minore rispetto alla soddisfazione che provo oggi. Io non sono tutti, ma sono sicuro che esistono mille altre situazioni. Pensa che l’ultimo classificato probabilmente ha fatto più fatica del primo, ma nonostante tutto è lì e c’è solo per esserci. Pensa che magari per motivi di lavoro, per la famiglia, per mille altri...
“Perchè lo facciamo?”: considerazioni e pensieri confusi dopo un bellissimo Bettelmatt Ultra Trail

“Perchè lo facciamo?”: considerazioni e pensieri confusi dopo un bellissimo Bettelmatt Ultra Trail

Erano ormai (troppi) anni che non correvo una distanza degna di iniziare a farti pensare “ma perchè lo faccio?”, e questo Bettelmatt Ultra Trail (BUT) con la sua Sky Race da 35 km è stata una buona occasione per “riprovarci”. Non farò un resoconto della gara, inutile dato che questa assume valori diversi per ognuno, mi limiterò a raccontare qualche considerazione e qualche emozione che la corsa in montagna sa dare. Quanto siamo piccoli Quando sei immerso nella montagne non servono riprese epiche dai droni, quando sei li in mezzo capisci che siamo un puntino, che la montagna è maestosa e che per quanto ci possiamo sforzare per sentirci grandi, lei sarà sempre li a circondarci, apparentemente immobile ma viva. Rispetto Strettamente legato al punto di prima, ogni volta che mi trovo in montagna, ancora di più durante una corsa, mi accorgo di quanto siamo “ospiti” sui monti, che questi si lasciano percorrere ma che dobbiamo riconoscere a loro tutti il meritato rispetto. Il sentiero è più che mai una via da seguire, non un indicazione, ma la solo scelta. Uscire dai sentieri può essere un danno, sicuramente una mancanza di rispetto. E il rischio è di pagare cara questa mancanza di rispetto. Il cretino col gellino Li ho usati anche io, non ho niente in contrario… Ma come cacchio è possibile che ci siano ancora cretini che buttano le carte a terra? E’ un’usanza stupida in tutte le discipline, ma in montagna è ancora peggio! Ti sembrerà strano cretino col gellino, ma ti assicuro che in montagna non passano gli operatori ecologici con la scopa o l’aspiratrice a pulire! Ci sono i...
Seduto sul divano

Seduto sul divano

Reduce dal saggio dell’asilo di mio figlio. In pausa “pipì” del pupo dopo aver letto per la milionesima volta il libro della giungla, ancora coi vestiti da lavoro. Felice di aver una famiglia stupenda. Con la testa ancora a Finale Ligure per la 24h. Da allora non ho ancora pedalato, non ci sono riuscito per mille impegni. Ma la bici è lì in garage, pronta ad essere usata. La passione  invece è sempre pronta e disponibile. La mountain bike è un bellissimo sport, praticato in posti bellissimi. E io ho la fortuna di praticarlo con grandissimi amici. Wildpigs voi siete l’altra famiglia, quella composta da brutte persone che ho sempre piacere a vedere. Oltre lo sport, passione e condivisione. Sempre e comunque #wildpigscrew #ridemtb Ps: pipì bocia finita, è tempo di puzzle, si torna dalla mia prima famiglia, la mia più grande...
Difficile ripartire, ma…

Difficile ripartire, ma…

Fermo dalla Via lattea run per la mia fottuta schiena. Spiragli di miglioramento e diminuzione del dolore. O semplicemente ne avevo le palle piene. Metto la sveglia alle 6 per addolcire la ripartenza (di solito suonava alle 5.45). Ma mi sveglio alle 5.30 comunque. E aspetto.   Suona. Mi vesto. Scendo. Saluto il cane. Esco. Avvio il Garmin. 500 metri. MORTO.   Non mollo, me ne sbatto del passo, ma son stanco già alla partenza. Non voglio rinunciare, so che ricominciare è dura. Passano i metri, si spezza il fiato, il corpo risponde (accusando anche dolori del torpore), la mente “stacca”. Mi ritrovo a casa, pochi chilometri ma in qualche modo si dovrà pur ripartire. Doccia la famiglia si sveglia, un bacio alla moglie, due ai piccolini. Sono meno nervoso (per me una conquista), la giornata assume un’altro aspetto, la voglia di fare è tanta, colazione con le endorfine in circolo. Sono in “runner’s high” Difficile ripartire, ma… Che figata lo...