Amo la MTB. Per questo corro a piedi.

Amo la MTB. Per questo corro a piedi.

Ma potrei aggiungere nuoto, triathlon, sci o trekking. E se mi piacesse farei yoga, palestra, briscola chiamata o quanto altro… Pensate che a volte schivo anche tombini!  Molte persone che mi conoscono relativamente mi dicono “hai mollato la mountain bike, ora fai altro…”. La mia risposta dovrebbe essere “no, solo ho la mente aperta e amo LO SPORT”, Ma mi limito a sorridere. La verità è che ho scelto di avere una famiglia, che ho mille impegni e che il tempo per me scarseggia, e ho imparato a gestirmi e a godermi meglio il tempo. Fino a un paio di anni fa ero quasi ossessionato: ogni piccolo sprazzo di tempo a disposizione dovevo uscire in mountain bike, fosse stata anche solo mezzora. Ora, vuoi una schiena un po’ più stabile, vuoi un infortunio proprio in mountain bike,  vuoi un po’ di bisogno di “slow-moments”, ho ripreso anche a correre (e principalmente nei boschi). E una corsa di mezzora sa essere decisamente più rilassante di una uscita in bici forzata in poco tempo! Inoltre noto che con il “multisport” ottengo benefici a livello di forza, resistenza e fiato, tutte cose che sommate rendono le uscite in mountain bike ancora più gradevoli. Insomma, la mountain bike rimane la mia passione principale, ma ho imparato a godermela al meglio, non viverla come una ossessione e a gestire al meglio il mio tempo, sempre facendo sport e sempre condividendolo quanto possibile con gli altri cinghiali. Fa ridere giustificare a degli sportivi il proprio modo di vivere lo sport, ma i social e i fanatismi portano anche a questo. Insomma, fate sport, quello che volete,...
La mia letterina a Babbo Natale

La mia letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, è periodo di letterine e so che sarai molto impegnato, ma stai tranquillo, non ti ruberò molto tempo! Siccome quest’anno sono stato bravo vorrei chiederti delle cose, ma continua a stare sereno, sono cose semplici! Mi considero tutto sommato fortunato, quindi non ci sono troppe cose che desidero, ma si deve aspirare sempre al meglio, quindi vorrei chiederti queste cose per il 2017: Regalami qualche pedalata col mio bimbo Giacomo nei boschi, una cosa tranquilla che lui è piccolo per l’AM ma so che ha tanta voglia di provare a pedalare sullo sterrato con me. Aiutami a insegnare alla mia piccola Gaia ad andare con la prebike come ha imparato prima di lei il fratello in maniera che possa scendere dal seggiolino, che lei ha voglia di provarci, si vede… Regalami occasioni per pedalare con mia moglie, come facevamo anni fa, momenti dove abbiamo imparato a conoscerci, a supportarci e a sopportarci. Regalami e regala ai miei amici cinghiali del tempo per le nostre uscite assieme. Non sembrerà, ma anche noi stiamo crescendo e tra famiglie, lavoro, impegni a volte le occasioni scarseggiano, ma noi siamo una famigliona allargata, e queste pedalate sono la catarsi che ci vuole. Come ti dicevo prima stiamo crescendo, ma tu regalaci sempre l’allegria, la voglia di scherzare e di prenderci poco sul serio che da sempre ci contraddistingue; tienici lontano dalla voglia di strafare, e continua a farci restare belli belli in modo assoluto, perchè questo ovviamente noi cinghiali siamo 🙂 Come vedi Babbo Natale non ti sto chiedendo grandi cose, ma piccoli momenti che sicuramente renderanno il mio anno bellissimo,...
Non giudicare la mia prestazione

Non giudicare la mia prestazione

Che tu sia il primo, che tu sia nel mezzo o che tu sia l’ultimo, non giudicare la mia prestazione. O per lo meno, pensa a quello che sto per scrivere la prossima volta che sarai in gara. A tutti noi è capitato di competere con amici o contro altri, e spesso abbiamo scherzato su prestazioni “scadenti”(o al contrario vincenti) di conosciuti o sconosciuti, ma hai pensato che gli altri non sono te? Personalmente amo lo sport e gareggio in varie discipline, con prestazioni mediocri, a volte scarse, ma ogni volta che termino una gara son felice, a volte commosso. E sai perché? Perché ormai da qualche anno sono costretto a rinforzare, perché ho problemi ad entrambe le spalle (che prima o poi dovrò operare) e qualche “acciacco”ad alcune vertebre, problemi per i quali più di una volta mi son sentito dire da medici professionisti che alcune cose (che amo) non posso più farle, avrò difficoltà a farle, o comunque dovrei limitare. Ma ho una testa di legno e ho continuato ad allenarmi, a rinforzare, e adesso mi godo ogni chilometro percorso, ogni metro corso, ogni vasca nuotata. E quando arrivo al traguardo, molto dopo di te, io sono felice. Perché sono lì, perché c’è l’ho fatta, perché il male che proverò domani alla schiena sarà minore rispetto alla soddisfazione che provo oggi. Io non sono tutti, ma sono sicuro che esistono mille altre situazioni. Pensa che l’ultimo classificato probabilmente ha fatto più fatica del primo, ma nonostante tutto è lì e c’è solo per esserci. Pensa che magari per motivi di lavoro, per la famiglia, per mille altri...
Quelli che…la 24h di Finale Ligure

Quelli che…la 24h di Finale Ligure

1. Quelli che…andiamo giù giovedì presto che iniziamo a montare il campo tenda 2. Quelli che…bagno al mare il giorno prima con costume appena comprato 3. Quelli che…dichiarazioni di matrimonio in grande stile acchiappalike 4. Quelli che…dichiarazioni di matrimonio: per fortuna che non ci sei 5. Quelli che…dichiarazioni di matrimonio: Danilo voglio sposarti 6. Quelli che…la grigliata del venerdì sera non ha paragoni 7. Quelli che…il dopo grigliata del venerdì sera non ha limiti 8. Quelli che…il latte di suocera sparato in gola ai cuggini durante il loro giro 9. Quelli che…su le mani tobogaaaaaaa! 10. Quelli che…invadono il toboga saltando e ballando e incitando 11. Quelli che…i tamburi in latta con le bacchette personalizzate 12. Quelli che…mafi e la sua canna da pesca in pista 13. Quelli che…vanno a (e di) cannone durante la festa 14. Quelli che…ah già, c’è anche da pedalare 15. Quelli che…un po’ di ordine nelle tende cazzo! 16. Quelli che…se piove rimango in tenda 17. Quelli che…16 giri totali in 8 18. Quelli che…1000 foto con la tecnica del telo verde 19. Quelli che…I SUPERRORI vengono meglio 20. Quelli che…#freemafi 21. Quelli che…seriamente, non prendersi sul serio, perché l’ignoranza è una cosa seria 22. Quelli che…SI VOGLIONO BENE 23. Quelli che…MENO FOGA PIU’ FIIIIIIIIIIIIIIIII 24. Quelli che…Finale è...
Vener-gita!

Vener-gita!

Quando un uomo con il fucile incontra un uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto. Quando un pistola senza fucile incontra un altro pistola senza fucile, sono due pistola. E non c’è due pistola, senza tre… (le foto mi danno ragione!) CAST: Andrea, Danilo e Daniele, in ordine sparso ad essere il buono, il brutto e il cattivo. LUOGO: Mont’orfano, Gravellona Toce. USCITA NELLE SALE: 24 marzo 2016 TRAMA: Abbiamo voglia di pedalare stando insieme e decidiamo di avventurarci su per i sentieri del monte tondeggiante che si affaccia su Gravellona da un lato e su Fondotoce dall’altro. Pranzo al sacco, giornata libera e percorsi nuovi da esplorare, sulla linea Cadorna di cui troviamo subito le precise indicazioni. Quindi si comincia a salire, pendenza e ritmo costante: ci fermiamo spesso solo per curiosare tra i ruderi di una polveriera, per le foto del giorno, per salutare un trail runner che penso ci abbia dato un distacco abissale tanto da mandarci fuori classifica. Si, ma noi siamo qui per passare la giornata e godercela. Pian piano che si sale, ci affacciamo a panorami molto suggestivi, a nord verso la valle che porterà a Domodossola, a est il Lago d’Orta e a ovest il Lago Maggiore. Sali, se vuoi allungare lo sguardo (cit.). Da molto pedalabile, il sentiero si fa poi più ostico, stretto e pavimentato di roccia, dove Danilo parte e dimostra tutto la sua cattiveria sui pedali (ecco “il cattivo”), mentre Andrea litiga con il suo perfetto e abituale equilibrio (che oggi però è rimasto a casa!). Allo scoccare del mezzogiorno di fuoco, siamo...
Difficile ripartire, ma…

Difficile ripartire, ma…

Fermo dalla Via lattea run per la mia fottuta schiena. Spiragli di miglioramento e diminuzione del dolore. O semplicemente ne avevo le palle piene. Metto la sveglia alle 6 per addolcire la ripartenza (di solito suonava alle 5.45). Ma mi sveglio alle 5.30 comunque. E aspetto.   Suona. Mi vesto. Scendo. Saluto il cane. Esco. Avvio il Garmin. 500 metri. MORTO.   Non mollo, me ne sbatto del passo, ma son stanco già alla partenza. Non voglio rinunciare, so che ricominciare è dura. Passano i metri, si spezza il fiato, il corpo risponde (accusando anche dolori del torpore), la mente “stacca”. Mi ritrovo a casa, pochi chilometri ma in qualche modo si dovrà pur ripartire. Doccia la famiglia si sveglia, un bacio alla moglie, due ai piccolini. Sono meno nervoso (per me una conquista), la giornata assume un’altro aspetto, la voglia di fare è tanta, colazione con le endorfine in circolo. Sono in “runner’s high” Difficile ripartire, ma… Che figata lo...