Orientamento in pillole 5^ parte – Identificare la propria posizione grazie a due punti a vista

Ecco giunti all’ultima puntata, tristi? Come dicevo nello scorso articolo, oggi affronteremo uno scenario che si può realizzare con una certa facilità: non sappiamo dove siamo ma a vista riusciamo a identificare almeno due ‘elementi’ e a indicarli sulla carta. Ciò che aveve letto in precedenzaora ci torna utile quindi puntiamo il primo elemento da traguardare, giriamo la ghiera finché il NORD non coincide con l’ago magnetico poi: 1) posizioniamo la bussola sulla cartina facendo in modo lo spigolo alto della bussola sia sul punto traguardato; 2) ruotiamo la bussola finché il NORD della ghiera non corrisponde al NORD della cartina 3) immaginiamo o tracciamo una riga retta che parte dal punto traguardato, percorre il lato lungo della bussola e viene verso di noi (facciamola bella lunga la retta per precauzione). Adesso ripetiamo il tutto con il secondo punto a vista noto. Al termine dell’operazione avremo le due linee che ad un certo punto si intersecheranno. Ecco, questo è il punto in cui stiamo...

Orientamento in pillole 4^ parte – ok, so dove sono ma che cima è quella là davanti?

Ormai che siete dei ‘vecchi lupi‘ direi che potreste pure cimentarvi nel scegliere una cima o qualsiasi altro ‘traguardo’ (es.  un promontorio, un riferimento in una valle, ecc…) e ritrovarlo sulla cartina sapendo dove siamo. Fatto questo direi che avete le basi minime per poter tornare a casa 🙂 Allora, cosa aspettiamo? Scelto? Ok, ecco come si procede: 1) mettiamo la bussola di fronte a noi con la freccia di direzione che parte dal nostro petto; 2) puntiamo l’elemento da ‘traguardare’; 3) giriamo la ghiera finché il NORD della stessa non si sovrappone all’ago magnetico; 4) posiamo la bussola sulla carta facendo in modo che il punto A dove siamo ora funga da perno per uno spigolo della bussola; 5) ruotiamo la bussola finché le righe delle meridiane disegnate sulla ghiera non sono parallele o sovrapposte a quelle della cartina; 6) immaginando di proseguire lungo il lato della bussola, anche uno spago tirato fa il lavoro, ed ecco trovato ciò che stavamo fino a poco fa guardando. Nella prossima e ultima puntata impareremo a trovare dove siamo individuando due...

Topografia in pillole – 4^ parte : il globo terrestre

“Orbene signora, lo tagliamo sto globo?” “Me ne faccia 1200 fette, grazie” Il globo terreste è vasto e noi uomini, arguti, abbiamo pensato bene di facilitarci il compito di identificare delle aree ben precise introducendo delle linee immaginarie che corrono lungo l’asse di rotazione della terra e parallelamente, creando quindi una griglia. Immaginiamo una pallina, tiriamo 60 linee equidistanti che corrono dall’alto al basso le chiamiamo meridiane; poi facciamone 10 sempre equidistanti partendo dal centro a salire e altre 10 dal centro a scendere. Notato che il cerchio disegnato diventa sempre più piccolo verso i poli? Bene, queste sono  le parallele. Guardando la nostra bella pallina è impossibile non vedere che si sono formate delle celle che racchiudono una ben nota porzione del globo. Ora, senza entrare ulteriormente nel dettaglio sappiate che esiste una convenzione universalmente riconosciuta chiamata Universale Traversa Marcatore (UTM) per quanto ho appena detto che stabilische:  60 fusi di 6° di longitudine., numerati a partire dall’antimeridiano di Greenwich da Ovest a Est; 20 fasce parallele di 8° di latitudine., comprese tra gli 80°N e gli 80° sud, contrassegnate da una lettera maiuscola dell’alfabeto; 1200 zone, ovvero le maglie trapezoidali ottenute con l’intersezione di fusi e fasce, ampie 6°x8°; ogni fuso è diviso in quadrati di 100 Km di lato, indicati da due lettere maiuscole (colonna e riga); un reticolato chilometrico, che consiste in una divisione in maglie più piccole. L’Italia appartiene ai fusi 32, 33, 34 e alle fasce T ed S. Aspettate, ho introdotto due termini, latitudine e longitudine (espressi sempre in gradi), quindi schematicamente associateli così se vi vien comodo: Latitudine: partendo dallo 0° dell’equatotre saliamo verso...

Topografia in pillole – 3^ parte : le isopsie o curve di livello

Ciao Cinghiali, eccoci al terzo appuntamento (qui il secondo)… avete portato la cartina?? Bene, per quelli che ce l’hanno profumato (l’alito), per quelli che l’hanno ma non così dettagliata (la cartina), accontentatevi dell’immagine a lato; gli altri si guardino la loro ! Anzi, facciamo così, andate tutti sul sito dell’Istituto Geografico Militare e guardatevi la loro cartina perché oggi parliamo di isopsie ! Non è una parolaccia ma bensì sono linee chiuse immaginarie, tanto più tortuose quanto più irregolare è il rilievo, che collegano tutti i punti del terreno aventi la medesima altezza rispetto al livello del mare. Immaginiamo di ‘affettare’ orizzontalmente la montagna/rilievo, ogni fetta è detta equidistanza mentre la distanza planimetrica tra due curve è detta intervallo. Noterete inoltre che più vicine sono tra di loro le curve più vuol dire che c’è un cambio di pendenza repentino. Se non erro sulle cartine 1:25000 possiamo così distinguerei le linee in: direttrici solitamente in grassetto indicate ad ogni 100m di dislivello; intermedie rappresentate ad ogni 25m di dislivello; ausiliarie rappresentate ogni 5m di dislivello. Tutto chiaro? Direi che guardando la cartina per cercare un percorso potrete così capire quanto è facile arrivarci o se la via è bella tosta. Alla prossima!...

Topografia in pillole – 2^ parte : la distanze la pendenza

‘Giorno… Com’è? Studiato la lezione precedente?  Oggi vorrei accennare brevemente il calcolo delle distanze e delle pendenze. Prendendo in mano la nostra fidata cartina potremmo ad esempio misurare un percorso piano usando il curvimetro, che una volta azzerato e fatto correre tra i nostri due punti ci permetterà di leggere guardando la scala che ci interessa, in base al numero di giri fatti, la distanza. Esistono anche curvimetri digitali. Ma come dicevo, il curvimetro risulta preciso solo se da A a B non ci sono cambi di quota, in quel caso l’informazione è puramente indicativa, la realtà potrebbe riservarci simpatiche sorprese. Chi esce in MTB trova indicazioni sulla pendenza espressa in percentuale, bene, ma come si calcola? Risparmiandovi tutte le considerazioni tecniche si può estrarre l’informazioni sapendo: 1) il dislivello tra A e B , chiamiamola DISL 2) la distanza tra A e B, chiamiamola DIST ecco qui la formula: pendenza in percentuale = DISL / DIST Niente di più semplice! Ricordo infine che il termine pendenza è usato in caso di valori in percentuali, inclinazione quando si parla di gradi. Alla...