“Perchè lo facciamo?”: considerazioni e pensieri confusi dopo un bellissimo Bettelmatt Ultra Trail

“Perchè lo facciamo?”: considerazioni e pensieri confusi dopo un bellissimo Bettelmatt Ultra Trail

Erano ormai (troppi) anni che non correvo una distanza degna di iniziare a farti pensare “ma perchè lo faccio?”, e questo Bettelmatt Ultra Trail (BUT) con la sua Sky Race da 35 km è stata una buona occasione per “riprovarci”.
Non farò un resoconto della gara, inutile dato che questa assume valori diversi per ognuno, mi limiterò a raccontare qualche considerazione e qualche emozione che la corsa in montagna sa dare.

Quanto siamo piccoli

Quando sei immerso nella montagne non servono riprese epiche dai droni, quando sei li in mezzo capisci che siamo un puntino, che la montagna è maestosa e che per quanto ci possiamo sforzare per sentirci grandi, lei sarà sempre li a circondarci, apparentemente immobile ma viva.

Rispetto

Strettamente legato al punto di prima, ogni volta che mi trovo in montagna, ancora di più durante una corsa, mi accorgo di quanto siamo “ospiti” sui monti, che questi si lasciano percorrere ma che dobbiamo riconoscere a loro tutti il meritato rispetto.
Il sentiero è più che mai una via da seguire, non un indicazione, ma la solo scelta. Uscire dai sentieri può essere un danno, sicuramente una mancanza di rispetto. E il rischio è di pagare cara questa mancanza di rispetto.

Il cretino col gellino

Li ho usati anche io, non ho niente in contrario… Ma come cacchio è possibile che ci siano ancora cretini che buttano le carte a terra? E’ un’usanza stupida in tutte le discipline, ma in montagna è ancora peggio! Ti sembrerà strano cretino col gellino, ma ti assicuro che in montagna non passano gli operatori ecologici con la scopa o l’aspiratrice a pulire! Ci sono i volontari e gli organizzatori, ma non dovrebbe compere a loro sopperire alla tua inciviltà!!!
Se sei nel gruppo, quindi non sei un atleta da podio, ti assicuro che quei pochissimi grammi della bustina non rovineranno la tua prestazione, se invece sei da podio e butti la carta per non perdere tempo… Beh, forse quel podio non te lo meriti…

Unione

Non sono da gare, ma ho partecipato a corse, corse in montagna, gare di mountain bike, una piccolissima esperienza di triathlon, ma la solidarietà e l’unione che vivo nelle corse in montagna con gli altri partecipanti è davvero unica!
Forse mi aiuta il fatto che sono sempre nelle retrovie, ma capisco che chi è li lo è davvero per godersi un qualcosa, per vivere un’esperienza da solo e con gli altri. Ci sono stati momenti dove in gruppo si chiacchierava (per quanto si riuscisse) e ci si incoraggiava, momenti di stanchezza dove ho aiutato dei corridori facendo da “leprotto” per non fargli perdere il passo e c’è stato un momento dove ho avuto una forte crisi con mal di testa e il corridore dietro di me, vedendomi inginocchiare sulla neve con il fiatone, si è fermato, mi ha fatto parlare, mi ha alzato e accompagnato fino al rifugio (GRAZIE!!!).
Una volta al traguardo, nonostante sul tracciato ci si sia persi, ci siamo ritrovati tutti, e tutti ci siamo fatti i complimenti, fottendocene dei tempi e delle prestazioni!

Crisi

La crisi può essere una compagna di viaggio durante queste corse. A me ha fatto compagnia 3 volte:

  1. al 12 km, una costante per me nella corsa
  2. sul 3A, ovvero un nevaio da percorrere in verticale che con la sua neve molle è sembrato eterno (qui ho avuto la solidarietà del runner citato precedentemente)
  3. negli ultimi 3 km: orrendo finire una gara corsa in paradiso dovendo percorrere 3 km di asfalto…

Come si supera? Ognuno a modo suo, io l’ho fatto pensando quanto fossi fortunato ad essere li in quel momento

Paesaggi

Cosa devo dire? Occhi lucidi tutto il tempo, un regalo lungo 35km.
Ho fatto tantissime fotografie, ma sono tutte nella mia testa e non in una macchina fotografica, e io so che non le cancellerò mai (invece il mio amico Otto qualche foto con la macchina l’ha fatta e ve le allego in fondo all’articolo :))

Festa

Perché alla fine diventa una festa: facce note, nuovi amici, racconti ed emozioni. Una gara come questa non finisce sotto l’arco gonfiabile, prosegue fino a quando stai tornando a casa. E nella tua testa continua anche per giorni…

“Perché lo facciamo?”

Questa è la domanda che mi sono posto con un ragazzo che ha corso con me più o meno dal 18 chilometro  per circa 10-12 km. Non siamo riusciti a darci delle motivazioni valide. Paesaggi? Emozioni? Endorfine? Sfida? Autolesionismo?
Le gare in montagna ti cucinano a puntino, ti stancano, ti riempiono di acciacchi.
Al traguardo ci siamo rivisti e ci siamo posti di nuovo la domanda. Di nuovo non siamo riusciti a darci una risposta valida.
Ma sorridendo ci siamo dati appuntamento alla prossima gara 🙂

BUT

Ultimo ma non ultimo, devo citare proprio il Bettelmatt Ultra Trail.
Grande manifestazione! Complimenti alla macchina organizzativa, presente, coinvolta e coinvolgente! I volontari tifavavano, motivavano, aiutavano! Segnalazioni impeccabili, presenti ogni 300 metri. Nulla lasciato al caso.

Grazie per la bellissima esperienza, credo che questo a modo mio sia semplicemente un ARRIVEDERCI!

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