Un “Grasso” sabato mattina!!

Un “Grasso” sabato mattina!!

Ciao Cinghi!!
Complice una carenza di cinghiali, tra imbiancature, lavoro, morose, ecc. siamo rimasti Teo ed io.
La mia proposta era di andare a fare la “Mega del Pescone”, di cui mi aveva parlato Teo stesso, ma poi si è ricordato di avere un impegno nel pomeriggio e siamo rimasti per un giretto nel Fenera.
Però mi dice: “Vieni qui senza bici!
Il suo piano diabolico mi è (quasi) subito chiaro: mi vuole concedere l’onore di provare la Fat!!
E io (che onestamente non aspettavo altro) approfitto al volo.
Dopo una brioche (costo del test) si parte.
Il mostriciattolo verde che mi viene affidato è una Surly Pugsley, quindi non stiamo parlando di un mezzo nato per moda.
Subito mi dice “pedala e vai contro il marciapiede senza tirare su il manubrio“; dopo un primo tentativo a vuoto (l’istinto ha la meglio), ci riprovo e lei, come se nulla fosse sale…
Partiamo verso il classicone e il primo pezzo è su asfalto, sensazioni diverse, ruotoni “appiccicosi” su cui, se non si pedala fluidi, si sente una specie di bobbing, ma più rimbalzoso.
Inizia la salita, si sente che la trazione è di un altro mondo rispetto a qualsiasi mtb standard, così inizio a passare nei pezzo più “sporchi”, scassatini ma nulla la impensierisce, lei va su…
Certo, strana, particolare, divertente, ma finora diciamocelo: nulla di trascendentale…

FINORA…

Inizia la vera salita scassata, e c’è un punto in particolare in cui di solito arrivo già spompo facendo una fatica bestia a non perdere aderenza tanto è ripido…
Con lei no, lei se ne sbatte di quanto sia ripido, scassato, con lei basta pedalare e si arrampica, tant’è che per la prima volta supero il mio punto ostico!
Poi piede giù perchè
1- la mia condizione fisica ultimamente rasenta lo schifo assoluto
2- preso dall’entusiasmo ho preso la linea peggiore che potessi scegliere

Però ragazzi, che spettacolo sentire quei ruotoni sgonfi che si appiccicano alle rocce/sassi/terreno sabbioso!!
Qui noto un primo difettuccio: sul ripido ripido tende ad alleggerirsi parecchio l’anteriore, ma considerate anche che io sono abituato ad una full da marathon, per cui molto caricata in avanti.

Dopo la salita inizia la discesa non tecnica ma insidiosa: veloce, terreno molto asciutto e un po’ polveroso, curvoni senza il minimo appoggio.
Di solito lo faccio sempre con molta prudenza, non mi fido e spesso sento la bici che se ne vuole andare per i fatti suoi.

Oggi no.

Oggi non importa che faccia la linea perfetta o la linea peggiore possibile.

Lei è incollata, non si schioda, non accenna neanche un minimo di indecisione.

Proseguiamo fino ad arrivare alla discesa scassata.
La musica non cambia: è incollata e passa sopra tutto senza esitazioni: sassi, radici, rami, canaline.
Esaltato da questa bestiolina la lascio correre un po’ più del dovuto e faccio anche un paio di ca**ate.
Laddove alla mia bici si sarebbe chiuso violentemente lo sterzo scaraventandomi brutalmente a terra, lei sì è comunque un po’ scomposta, ma quel sussulto che ti fa cagare un po’ sotto dandoti però il tempo di appoggiare il piede a terra per rimediare.

Per dire, Teo con una full da AM/Enduro e arrivato un po’ di secondi dopo dicendomi che, mentre lui era attento a dove metteva le ruote e alla velocità, io sono partito con l’ignoranza (più ignorante io o la fattie?? Ai posteri l’ardua sentenza!!) e non riusciva a tenere il mio passo.
So’ soddisfazioni!! 😀

Non manca qualche pozzangherone con un po’ di fango giusto per vedere anche quanto galleggia nella melma, la sensazione è quella di stare su un hovercraft a pedali.

Poco dopo c’è una discesa su asfalto con un paio di tornanti, e qui salta fuori il secondo “difetto”: l’asfalto non è proprio il suo terreno di caccia e ai tornanti la voglia di andare dritta e non seguire la curva è potente in lei.

Se non si fosse capito, ero curioso e affascinato dalle Fat Bikes, ora che l’ho provata sono irrimediabilmente fott… ehm… innamorato!!

Se vi piace godervi con calma le vostre uscite, divertirvi, non avete fretta, non dovete avere la bici più leggera di tutti, non dovete essere i più veloci, non dovete primeggiare su Strava, questa è la bici che fa per voi.
Niente carbonio o monocorone, nonostante la moda (perchè, ammettiamolo, le fat bikes sono di moda al momento) ritengo che lo spirito delle ciccione sia quello più rustico e ignorante: acciaio e forcella rigida, reggisella telescopico a seconda delle abitudini (per me ormai irrinunciabile).

Ultimo appunto: è una bici per divertirsi e che fa divertire, ma mi sentirei di consigliarla in particolare a chi pedala spesso in zone montane o collinari, diciamo che personalmente non ce la vedo molto per lunghi giri su ciclabili pianeggianti o tortuosi single track nei boschi in pianura.
Mettetela alla prova in condizioni di fondo sconnesso, sia esso in salita o in discesa, e vi prometto che ve ne innamorerete 😉
Naturalmente questo non vale se avete a disposizione lunghe spiagge o sconfinate pianure innevate!

Scusate la lunghezza, ma mi veniva difficile descrivere questa esperienza in maniera sintetica 😛

lunghezza

Lunghezza percorso

21.18 Km

altitudine massima

Altitudine massima

685.56 mt

altitudine massima

Altitudine minima

256.81 mt

dislivello positivo

Dislivello positivo

667.74 mt

dislivello negativo

Dislivello negativo

661.49 mt

informazioniInformazioni sulla traccia:

Classicone nel Fenera con discesa a Gargallo. Pol testa la fat su tanti terreni diversi e ne apprezza le goffe doti 🙂

etichetteIdeale per: mountain bike

etichetteClassificazioni: Rovinato, Offroad, Sassoso, Sterrato / Sabbioso